A volte le parole sono fredde, scritte su un foglio bianco che lentamente prende colore...lentamente l'inchiostro le riscalda, l'inchiostro che nemmeno il tempo potrà cancellare....
martedì 28 novembre 2006
Concerti e Appuntamenti C.M.S
Apricena 3 gennaio 2007 Teatro Tenda. Apertura concerto " QUINTO RIGO "
Come Una Goccia
Chiuso tra quattro mura
Non sento le mie braccia
Vestito in un camice bianco
Farfalle di seta mi girano attorno
Nell'aria assuefatta
Le memorie vacillano
E l'odore di chimico
Si profila nella mia stanza
Lascia che scenda
Come una goccia
Cristallo evanescente
Tempo della quiete
Mi consolerà
Chiuso nell'ombra
Fuggo dalla mia storia
Acqua che stilli purezza
Aiutami ad ingerire questo veleno
Morso dalla coscienza
Scopro la tua indolenza
Perso tra macchie d'inchiostro
Per confinare la mia estrosità
Lascia che scenda
Come una goccia
Cristallo evanescente
Tempo della quiete
Mi consolerà
Vorrei solamente vedere la luce
Giocare a contare le mie fantasie
Vorrei accarezzare la collina dal ponte
Fuggire dal lago delle mie manie.......
Con la legge Basaglia, vengono chiusi i manicomi; ma fino a che punto?
In una società come la nostra, dove l'intolleranza regna felice, dove l'essere estroso è sinonimo di pazzia, dove non ha importanza ciò che hai da dire, ma il vestito che indossi nel momento in cui lo dici, le cliniche di igiene mentale spopolano, e le lobby farmaceutiche ridono a fior di dollari...Ci sono realtà in cui le persone, fino a quando non diventano di pericolosità sociale, circolano tranquillamente tra le altre persone, perchè non bisogna mai dimenticare, che la solitudine, quella imposta, è il peggior male che divora l'anima del Mondo....
Questa è una canzone semplice, ma che mette in risalto l'essere schiavo, di un ESSERE UMANO, rinchiuso nella prigione della propria mente...
Perchè? Chiedetelo a quei signoroni che sparano siringhe...
Non sento le mie braccia
Vestito in un camice bianco
Farfalle di seta mi girano attorno
Nell'aria assuefatta
Le memorie vacillano
E l'odore di chimico
Si profila nella mia stanza
Lascia che scenda
Come una goccia
Cristallo evanescente
Tempo della quiete
Mi consolerà
Chiuso nell'ombra
Fuggo dalla mia storia
Acqua che stilli purezza
Aiutami ad ingerire questo veleno
Morso dalla coscienza
Scopro la tua indolenza
Perso tra macchie d'inchiostro
Per confinare la mia estrosità
Lascia che scenda
Come una goccia
Cristallo evanescente
Tempo della quiete
Mi consolerà
Vorrei solamente vedere la luce
Giocare a contare le mie fantasie
Vorrei accarezzare la collina dal ponte
Fuggire dal lago delle mie manie.......
Con la legge Basaglia, vengono chiusi i manicomi; ma fino a che punto?
In una società come la nostra, dove l'intolleranza regna felice, dove l'essere estroso è sinonimo di pazzia, dove non ha importanza ciò che hai da dire, ma il vestito che indossi nel momento in cui lo dici, le cliniche di igiene mentale spopolano, e le lobby farmaceutiche ridono a fior di dollari...Ci sono realtà in cui le persone, fino a quando non diventano di pericolosità sociale, circolano tranquillamente tra le altre persone, perchè non bisogna mai dimenticare, che la solitudine, quella imposta, è il peggior male che divora l'anima del Mondo....
Questa è una canzone semplice, ma che mette in risalto l'essere schiavo, di un ESSERE UMANO, rinchiuso nella prigione della propria mente...
Perchè? Chiedetelo a quei signoroni che sparano siringhe...
lunedì 27 novembre 2006
La Mia Malattia

La Mia Malattia
Parlami in questo orecchio frustrato,
ascolterò in silenzio il tuo corpo sudato.
Mentre gocce di cristallo svaniscono nell’acqua piovana,
mentre gocce di solitudine scendono dalla grondaia,
io sarò lì ad aspettare che tu mi racconti.
E’ come vederti.
E’ come sentirti, ma non parli.
Hai imparato a tacere.
Hai imparato a non chiedere.
E ti perdi nei monologhi,
nelle domande che ti affliggono,
nelle risposte che non ti soddisfano.
Seduta sussurri.
Seduta continui a lavorare il maglione di lana.
Guardi fuori, è notte ma non riesci a dormire.
Due mani ti stringono il collo, non riesci a respirare.
Cosa è successo che non vuoi ricordare?
Ti alzi, vorresti gridare.
Vaghi senza saper dove andare.
Perché non mi stringi?
Perché non mi accarezzi?
Perché non mi dici che mi ami come quando sono nato.
Non aspetto altro.
E’ come sentirti, è come parlarti, ma non stiamo parlando.
Stringo tra i denti il nostro cordone fetale.
Mi accorgo che ormai si sta per spezzare.
Sei candida, vellutata come le rose del tuo giardino.
Sei opaca, spinosa come l’inverno che divora.
Sei il dolore.
Sei la gioia.
Sei la vita che adesso non mi consola.
Potrei capire.
Potresti capire, ma non stiamo parlando.
Forse infondo non c’è niente da dire.
La mia malattia è vedere il tuo volto vestito di nero.
La mia malattia è sentire una pistola sparare, quando invece tutto è in quiete.
La mia malattia sono gli occhi appoggiati sulla mia schiena.
La mia malattia è un’esplosione di tritolo, è la musica di una sirena.
La mia malattia è l’essere cresciuto deprivato dei gesti d’amore.
E così proteggo la tua timidezza in un posto dove batte sempre il sole.
Un giorno sboccerà il tuo sorriso,
dolce come non l’ ho mai visto.
EPPURE DEV'ESSERCI..
Ecco, ci risiamo, nuovamente su di un foglio bianco, nuovamente a cercare di capire, a cercare di rispondere alle domande che la nostra mente crea, disfa, e ricompone... Perchè si scrive? Perchè si desidera che qualcuno legga le nostre parole? Perchè si ha il bisogno di comunicare!! la comunicazione è una delle possibilità che ci vengono date per non sentirci soli. La depressione è l'assenza di comunicazione, non si riesce ad urlare, non si riescono a percepire i colori dell'arcobaleno, tutto diventa nero. Perchè il titolo DEV'ESSERCI? Uno scritto che poi è diventato canzone, la speranza mai persa che un giorno qualcosa cambi.
Eppure dev'esserci una via d'uscita
in questo grumo di liquido incandescente
Uno spiraglio di aria nell'area incolta
tra topi che lavorano a mezzadria
Un pugno di petrolio
diventi un mazzo di fiori colorati
da donare a chi è appena guarito
da posare su chi ha raggiunto l'infinito
Dev'esserci ma non vogliamo guardare
ci perdiamo alle spalle di chi sta davvero male
La scopa che batte sul pavimento
la polvere che scansa questo governo
le luci dei lampioni a fare compagnia
un uomo già lontano a fine della sua via
Pensa che una stretta di mano lo può aiutare
ma a chi darla se comunque bisogna pagare
Dev'esserci ma non vogliamo cambiare
Dev'esserci ma non possiamo cambiare
E lei che presto potrà stare al sicuro
ha già affittato un letto e un bagno per il suo futuro
sarà la principessa dell'insicurezza
dell'avvocato che affitterà la sua dolcezza
E un giovane incastrato riprenderà il suo volo
spezzato per aver venduto la felicità
magari per riuscire con un pò di ingenuità
ad uscire dal vizio della povertà
Dev'esserci ma non possiamo lasciare
quello che abbiamo e incominciare a sognare
Così il tramonto che è sempre lo stesso
si veste di nuove sfumature guardato da occhio diverso
e queste pietre che nascondono folletti ormai stanchi
per essere stati dimenticati da uomini troppo distratti....
Contro la chiusura delle case del sesso
Contro gli atti penali verso i tossicodipendenti
Contro le idee bigotte verso i senzafissadimora
Contro lo sfruttamento di esseri umani
Per tutte quelle persone che amano le fiabe e che non si chiedono se i folletti esistono o meno, ma li accolgono e basta.
Un invito: raccontatevi a loro, lasciando un pò più in là, l'invidia di chi non potrà mai capire, poichè dotato di una mente troppo razionale....
Eppure dev'esserci una via d'uscita
in questo grumo di liquido incandescente
Uno spiraglio di aria nell'area incolta
tra topi che lavorano a mezzadria
Un pugno di petrolio
diventi un mazzo di fiori colorati
da donare a chi è appena guarito
da posare su chi ha raggiunto l'infinito
Dev'esserci ma non vogliamo guardare
ci perdiamo alle spalle di chi sta davvero male
La scopa che batte sul pavimento
la polvere che scansa questo governo
le luci dei lampioni a fare compagnia
un uomo già lontano a fine della sua via
Pensa che una stretta di mano lo può aiutare
ma a chi darla se comunque bisogna pagare
Dev'esserci ma non vogliamo cambiare
Dev'esserci ma non possiamo cambiare
E lei che presto potrà stare al sicuro
ha già affittato un letto e un bagno per il suo futuro
sarà la principessa dell'insicurezza
dell'avvocato che affitterà la sua dolcezza
E un giovane incastrato riprenderà il suo volo
spezzato per aver venduto la felicità
magari per riuscire con un pò di ingenuità
ad uscire dal vizio della povertà
Dev'esserci ma non possiamo lasciare
quello che abbiamo e incominciare a sognare
Così il tramonto che è sempre lo stesso
si veste di nuove sfumature guardato da occhio diverso
e queste pietre che nascondono folletti ormai stanchi
per essere stati dimenticati da uomini troppo distratti....
Contro la chiusura delle case del sesso
Contro gli atti penali verso i tossicodipendenti
Contro le idee bigotte verso i senzafissadimora
Contro lo sfruttamento di esseri umani
Per tutte quelle persone che amano le fiabe e che non si chiedono se i folletti esistono o meno, ma li accolgono e basta.
Un invito: raccontatevi a loro, lasciando un pò più in là, l'invidia di chi non potrà mai capire, poichè dotato di una mente troppo razionale....
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